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La già citata "carne re crapa vudduta" rappresenta il modo più semplice ed antico per gustare una carne dal gusto forte che diventa delicata grazie alla tecnica di preparazione le cui origini si perdono nella notte dei tempi. La tradizione (ma meglio sarebbe dire la… leggenda) vuole che il bollito di capra fosse la pietanza unica nel giorno di quel mercato nato come di "Santa Lucia" in cui i pastori dell'intero territorio si davano appuntamento sulle rive del torrente Mennonia per il commercio delle greggi. A trattative ultimate si sacrificava un animale (che non era certamente una bestia giovane…) che veniva sezionato, "vudduto" (bollito) e consumato sul posto magari insieme all'immancabile pane e formaggio di cui si cibavano quotidianamente i pastori.

Nel corso dei secoli questa tradizione è stata sempre rispettata e, ad ogni edizione della Fiera, puntualmente torna sulle tavole delle "barracche" questo piatto antico a rinnovarne la straordinaria popolarità che ha, ormai, varcato i confini non solo del Cilento ma della stessa Regione.

La preparazione è estremamente semplice ma non per questo meno rigorosa: la carne di capra (adeguatamente preparata e liberata dal grasso in eccesso) è accompagnata solamente dalle verdure e dai profumi dei nostri orti, ma le fasi della cottura devono essere seguite con grande attenzione perché i tempi hanno una grande importanza e determinano il successo della preparazione. ( vedi ricetta di preparazione)

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